Ibrahimovic: “Andrò al Mondiale”. Ma era solo una pubblicità al sito di scommesse

Ha attirato l’attenzione di molti l’annuncio di Zlatan Ibrahimovic che sarà molto probabilmente al Mondiale, in Russia: a 24 ore di distanza, si apprende che si trattava di un mero espediente pubblicitario organizzato con la compagnia di scommesse svedese di cui è sponsor e socio.

Il c.t. Jan Andersson, che con la Svezia (e senza Ibra, che aveva lasciato la Nazionale) ha eliminato l’Italia nel play-off, s’è affrettato a dire: “Le convocazioni le faccio io”.

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Ed abbiamo anche ricordato che proprio il legame con la compagnia Bethard è il motivo per cui, a termini di regolamento FIFA, in Russia non potrà esserci.

A 24 ore di distanza però è chiaro che si trattava di una mossa pubblicitaria, peraltro ben orchestrata visto che l’obiettivo (far parlare di sé) è stato raggiunto: il giorno dopo infatti il 36enne posta un tweet con link al secondo messaggio promozionale; poi, con un altro tweet, linka una pagina in cui si criticano gli atleti che promuovono siti di scommesse: un po’ per rispondere, un po’ forse perché, come si suol dire, non esiste pubblicità cattiva…

Ibrahimovic fa riferimento alle leggi svedesi che proteggono dagli eccessi in cui possono incorrere gli scommettitori.

Insomma, il neo-giocatore dei Los Angeles Galaxy al Mondiale ci sarà, ma come testimonial e socio della compagnia di betting.

BIS. Qualcosa del genere fece nel giugno 2016 quando, dovo aver lasciato il PSG, scrisse che avrebbe preannunciato il nome della squadra per cui avrebbe giocato, aggiungendo poi che le iniziali fossero AZ (tanto che qualcuno, scherzando, disse che avrebbe giocato per gli olandesi dell’AZ Alkmaar), salvo poi rivelare che faceva riferimento al suo marchio di abbigliamento sportivo.

Un paio di settimane dopo passò al Manchester United.

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