Con Google Open Heritage puoi visitare i siti archeologici più belli da casa

Appassionati di archeologia, o semplici curiosi? C’è un servizio che fa al caso vostro. È Open Heritage, il più grande archivio digitale e tridimensionale completamente esplorabile online. In sostanza, è possibile visisitare i siti archeologici più belli del mondo, soffermandosi su ogni pietra attiri la nostra attenzione. Solo, senza recarsi sul luogo.

Comodamente seduti sul divano di casa, o dinnanzi al proprio pc, con Google Heritage si possono esplorare antichissimi siti, come se le guerre e il clima non li avessero mai toccati. Perché il senso è poi questo: tutelare i più bei monumenti al mondo che le guerre e le catastrofi naturali rischiano di portarsi via, con la loro furia distruttiva.

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Così, è possibile ad esempio visitare i templi di Bagan, in Myanmar, parzialmente distrutti dal terremoto del 2006; oppure il Palazzo di Al Azem, in Siria, che la guerra impedisce di visitare. Una sorta di giro del mondo culturale, nato dall’esperienza di Ben Kacyra. Ingegnere americano d’origine irachena, Ben, nel 2001, rimase profondamente turbato dalle immagini dei Buddah di Bamiyan, fatti esplodere dai talebani in Afghanistan. Così, Kacyra (già inventore del primo laser a scansione 3D portatile) fondò CyArk, un enorme archivio digitale che tutelasse i beni storici non solo dalle azioni dei terroristi, ma anche dall’incuria, dagli incendi, dai terremoti, dalle eruzioni, dalle alluvioni.

Le ricostruzioni dei siti e dei monumenti sono realizzate con gli scanner a laser del team di CyArk (la fondazione no profit con cui Google Art & Culture, ideatore del progetto Open Heritage, collabora): addetti ai musei, ricercatori, volontari, tutti disposti ad addentrarsi in luoghi a rischio. I siti vengono fotografati e scansionati, per poi essere trasformati in modelli 3D che ne consentono una visita approfondita. Utilizzando Google Poly, il nuovo visore 3D di Google, è possibile davvero vederne ogni angolazione.

Per ora, sono 25 in 18 Paesi i luoghi visitabili con Open Heritage: si va dalla metropoli maya di Chichen Itza in Messico ai dipinti rupestri di Laas Geel in Somalia. Per farlo, basta navigare sul sito di Open Heritage o scaricare l’applicazione gratuita, disponibile per iOS e per Android.

 

 

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