Armi chimiche. Ispettori Opac arrivati a Douma. Scoperta una fossa comune con 30 cadaveri

Agenpress – Gli ispettori dell’Opac (Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche) sono arrivati oggi a Douma, per esaminare il luogo del presunto attacco chimico di sabato 7 aprile. L’inviato russo all’Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche aveva ipotizzato questa mattina che gli investigatori avrebbero avuto accesso al sito domani, citando “problemi di sicurezza”, in particolare la strada minata.

La tv di Stato siriana riferisce che gli ispettori sono entrati in città accompagnati dalla polizia siriana presente sul posto.  Proprio questa mattina, il presidente russo Vladimir Putin e la cancelliera Angela Merkel avevano avuto una conversazione telefonica per sottolineare “l’importanza di indagini approfondite e imparziali” da parte della missione Opac, che da oggi verificherà se sulla città sia stato sferrato un attacco con armi chimiche da parte delle forze di Assad.

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L’inviato Usa all’Opac aveva espresso il timore che la Russia alterasse il sito per nascondere le prove e alle pressioni occidentali si è aggiunta la voce della Francia. Anche Emmanuel Macron ha espresso preoccupazioni e il ministero degli Esteri di Parigi ha ribadito che il loro arrivo era necessario “prima che sparissero le prove” del presunto attacco con armi chimiche al bastione ribelle. Gli ispettori preleveranno campioni di suolo e cercheranno di esaminare le vittime ancora in vita e forse i corpi di quelle decedute, anche se è molto difficile che li ritrovino.

La TV di Stato afferma ancora che nella città ‘ribelle’ è stata scoperta oggi una fossa comune con 30 cadaveri.

Per Macron,  l’intervento in Siria ha “salvato l’onore della comunità internazionale, non c’entra nulla con Iraq o Libia. Non abbiamo dichiarato guerra a nessuno e non siamo intervenuti dichiarando guerra”, ma bisogna “difendere i nostri valori”. I raid sono stati “mirati” e non hanno causato “vittime umane”, e il presidente francese ha aggiunto che “se crediamo nel multilateralismo e nella forza del diritto, dobbiamo anche poter decidere di non cedere al cinismo di chi li vuole affossare”, con la ‘linea rossa’ dell’uso di armi chimiche. Macron ha poi ribadito che la Francia “porterà avanti un’opera diplomatico-militare e umanitaria in Siria”, con investimento da 50 milioni di euro “per Ong sul territorio siriano in modo tale da fornire aiuti umanitari alla popolazione civile”. Inoltre, il suo paese cercherà un dialogo con tutte le fazioni della guerra siriana, anche con il governo di Assad. “L’obiettivo – ha concluso Macron – deve essere quello di rimettere in piedi il Paese”.

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