Freccia Vallone 2018, il Muro di Huy da troppi anni indigesto per i corridori italiani

1990-1994: un’Italia super, guidata da un mostruoso Moreno Argentin, domina la Freccia Vallone in lungo e in largo, restando praticamente imbattuta per cinque anni (tripletta per il fenomeno di San Donà di Piave, vittorie anche per Giorgio Furlan e Maurizio Fondriest). Alla fine del Secondo Millennio ci hanno pensato invece Michele Bartoli e Francesco Casagrande a portare in alto il tricolore sulle strade belghe. I primi anni Duemila hanno visto ancora il Bel Paese dare spettacolo sul Mur de Huy: Davide Rebellin per addirittura tre volte (2004-2007-2009) e Danilo Di Luca si sono portati a casa il successo.

Da circa dieci anni a questa parte, però, la Freccia Vallone è diventata un incubo per i colori italiani. Il momento decisivo della corsa, il più che noto Mur de Huy, è diventato una sorta di tabù per i corridori del Bel Paese che non riescono a spianare una salita così dura (c’è da dire che nelle ultime stagioni Alejandro Valverde non ha lasciato spazio a nessuno degli avversari, vincendo per ben quattro volte di fila).

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Ci si aspettava il salto di qualità, che alla fine non è mai arrivato (almeno fino ad oggi), da parte di Diego Ulissi: il corridore della UAE Emirates ha più volte dimostrato di essere un corridore dalle grandi qualità, ma nelle corse di un giorno non è ancora riuscito a brillare. Pendenze davvero arcigne per Vincenzo Nibali: il capitano della Bahrain-Merida non è mai stato scattante nella carriera, patendo soprattutto questi strappi. Discorso diverso per Fabio Aru, che fino ad ora però non ha ancora scelto di giocarsi le proprie carte nelle Ardenne.





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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: Valerio Origo

 

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