Perché in Europa i social hanno cambiato i contratti dei consumatori

  

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(Foto: Fotogramma)
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Per Facebook, Twitter e Google+ cambiano le condizioni contrattuali in Europa. I tre colossi del web hanno modificato una serie di trattamenti verso i consumatori per rispettare le regole dell’Unione europea, anche se i cambiamenti non soddisfano in toto le richieste di Bruxelles. Gli utenti si vedranno riconosciuto il diritto di recedere da un acquisto online e, più in generale, tutti i diritti dettagliati dalle norme comunitarie. Se devono fare un reclamo contro le tre multinazionali, potranno depositarlo in Europa anziché in California. “E le piattaforme si assumeranno le loro responsabilità verso i consumatori dell’Unione, analogamente ai prestatori di servizi offline“, comunicano da Bruxelles. Tuttavia, mentre Google è stata più conciliante e ha risposto a tutte le osservazioni della Ue, Facebook e Twitter sono più lente.

Facebook, ad esempio, non riconosceva le regole a tutela del consumatore della Ue. Ora le applicherà. Ed è anche tenuta a indicare se un contenuto è sponsorizzato. Per la Commissione “queste modifiche andranno a beneficio di oltre 250 milioni di consumatori dell’Unione europea che utilizzano i social media“. Per Vĕra Jourová, commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, “poiché sono usate come piattaforme pubblicitarie e commerciali, le reti di social media devono osservare pienamente le norme a tutela dei consumatori”. La Commissione ha avviato la procedure dal marzo del 2016, dopo aver raccolto le denunce di utenti vittime di frodi o truffe sui social o costretti ad accettare clausola che violano le regole comunitarie.

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Tuttavia Bruxelles ritiene di aver vinto solo in parte la battaglia. “Facebook e, più significativamente, Twitter hanno rimediato solo in parte a importanti aspetti riguardanti le loro responsabilità e il modo in cui gli utenti sono informati della possibilità di rimuovere i contenuti o recedere dal contratto“, riconoscono dalla Commissione. Ad esempio, le modifiche rispetto alla procedura di “notifica e azione“, che le autorità di tutela dei consumatori usano per segnalare contenuti illeciti e richiederne la rimozione, sono insufficienti. Google+ ha accettato di istituire un protocollo ad hoc, mentre Facebook e Twitter si sono limitate a mettere a disposizione delle autorità nazionali un apposito indirizzo di posta elettronica. Ma non hanno dato assicurazioni sui tempi per trattare queste richieste.

Facebook ha reso operative le modifiche dallo scorso 31 gennaio. Google+ le applicherà dal primo marzo e nelle prossime settimane le implementerà anche Twitter. Il prossimo fronte della trattativa riguarda i contenuti illeciti online.La Commissione si aspetta che le piattaforme online individuino e rimuovano rapidamente e proattivamente i contenuti illeciti e ne prevengano la ricomparsa“, recita una nota da Bruxelles. Ad aprile la Commissione presenterà un New deal per i consumatori. Il patto promette un giro di vite anche per le piattaforme online.

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