Pamela Mastropietro, trovata saliva sul corpo della ragazza: l’ipotesi shock della Procura

  

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Pamela Mastropietro, trovata saliva sul corpo della ragazza: l’ipotesi shock della Procura

Continuano senza sosta le indagini per la morte di Pamela Mastropietro. Prende sempre più piede l’ipotesi che la ragazza sia stata violentata e poi strangolata.

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Una scoperta shock quella effettuata dai consulenti medico legali che hanno rinvenuto una traccia di saliva sul seno della giovane Pamela Mastropietro, la 18enne romana fuggita dalla comunità di recupero Pars, nel Maceratese, e ritrovata fatta a pezzi in due valigie. Questa piccola traccia, come riporta Paola Pagnanelli de Il Resto del Carlino, insieme ad altri indizi trovati sul corpo della giovane fanno pensare che Pamela abbia subito una violenza sessuale prima di essere uccisa. Per appurare se tale ipotesi è da ritenersi valida sono attese le analisi dei tessuti mandati a Roma.

A sostegno della supposizione che vede Pamela Mastropietro violentata prima di essere uccisa vi è anche la mancanza in particolare di piccoli frammenti di pelle dalla zona del bacino. Ciò, come riporta Il Resto del Carlino, si può ben spiegare con la volontà di eliminare possibili tracce di un abuso. Si ipotizza anche che la ragazza sia stata strangolata per via della mancanza dal collo di altri piccoli frammenti di pelle, in più la lingua di Pamela era incastrata tra i denti, cosa che avviene nei casi di soffocamento. Attesa è inoltre la perizia tossicologica del professor Rino Froldi: qualora questa confermerà che non c’è stata alcuna overdose, sarà dimostrato che la ragazza è stata uccisa.

I carabinieri del Ris hanno prelevato campioni di saliva da tutti gli indagati e anche dalla ragazza, per comprendere a chi appartenga la saliva ritrovata sul seno di Pamela Mastropietro. Per gli inquirenti, al momento, ad uccidere Pamela Mastropietro sono stati Innocent Oshegale, Lucky Desmond, Awelima Lucky e il quarto indagato Anthony Anyanwu, il quale sta collaborando con gli inquirenti in merito alle molteplici telefonate effettuate dagli altri tre indagati nel giorno della morte di Pamela.

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