Note di regia di “Gong!”

  

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Nella prima metà del '900 l'attore e autore Karl Valentin, con laconica e paradossale ironia, aggrediva l'assetto del proprio contemporaneo della società post-industriale, creando situazioni iperboliche in cui le “vittime” principali erano uomini e donne di estrazione piccolo-medio borghese. La sua era una lettura della società a caratteri forti, deformati e a tratti cannibali; una lettura spesso violenta e, infine, profondamente sociale. “Gong!” è un omaggio proprio a questa scuola, cercando, con il dovuto rispetto, di ricreare quel paradosso in un contemporaneo secolarizzato diverso, evoluto o involuto, e contestualizzato in un nuovo panorama storico e sociale. Luigi e Elsa sono due intellettuali radical chic, superstiti e ostaggi di una cultura nostrana figlia del post '68, che nel tempo hanno smarrito la propria identità. La macchina da presa li insegue in un pianosequenza in cui i due coniugi si arrovellano e parlano ininterrottamente del nulla, in questa sorta di conflitto ad armi smussate in cui a farne passivamente le spese è il figlio Jimmy, di cui i genitori non ricordano neanche il vero nome. Il risultato è una febbre ossessiva di parole, concetti e azioni fine a se stessa.

Giovanni Battista Origo

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